La notte dell’11 ottobre 1944un pesante treno merci, stipato di materiale bellico, era partito da Mantova, diretto a Cremona. Si trattava di un treno O.L. trainato dalla locomotiva 471.056, appartenente al gruppo delle locomotive a vapore 471 di Fs, costruite tra il 1907 e il 1912, rimaste in esercizio fino agli anni Settanta: 19,2 metri di lunghezza per 75 tonnellate di peso circa.

Secondo testimonianze e documenti del tempo, si è risaliti alla storia di quel tragico evento che, negli ultimi decenni, spesso è stato confuso con un altro incidente, costato la vita ad altri due ferrovieri.

 A bordo del locomotore che doveva attraversare il ponte sull’Oglio, quella notte dell’11 ottobre, verso le tre, c’erano gli aiuto macchinisti del deposito locomotive di Cremona, Aroldo Albertini e Nello Carlo Germani, 30 e 21 anni, entrambi di Cremona. Il pesante treno merci era stipato di materiale bellico e avrebbe dovuto percorrere un ponte che era già stato bombardato molte volte dagli Alleati e altrettante volte, riparato dai tedeschi con mezzi di fortuna.

I macchinisti informarono il personale di trazione e di scorta al convoglio che date le condizioni del ponte e il peso notevole del materiale sui carri, il passaggio era molto rischioso. Ma il comandante tedesco, che coordinava le operazioni di trasporto di armi e munizioni, non sentì ragioni, estrasse la pistola e obbligò i due ferrovieri a proseguire in direzione Cremona. Albertini voleva tentare il passaggio da solo, ma Germani non lo volle abbandonare e rimase sul treno con lui. Il treno cominciò la sua marcia a passo d’uomo ma, raggiunta l’arcata centrale, ad un certo punto una trave si staccò dal pilone e la locomotiva con i quattro carri precipitò nel fiume. La caldaia scoppiò a contatto con l’acqua, il letto dell’Oglio si trasformò in un inferno. Il 16 ottobre venne recuperata la salma di Germani e alcuni giorni dopo quella di Albertini. Quest’ultimo fu sepolto solamente il 22 ottobre, ossia 11 giorni dopo il fatto.

Durante i lavori del raddoppio ferroviario Piadena-Mantova, sono state compiute approfondite indagini volte al recupero della locomotiva che, si presupponeva, potesse intralciare la realizzazione della pila centrale del nuovo ponte ferroviario a doppio binario. Tra maggio 2024 e agosto 2025 sono state portate avanti le ricerche in più fasi: è stato recuperato uno dei carri ferroviari, ma la locomotiva non è stata trovata. Le ipotesi sono che, nel crollo del ponte nel 1944, la caldaia a vapore, esplodendo a contatto con l’acqua, abbia mandato in frantumi anche il locomotore, oppure che, per l’ingentissimo peso, negli corso di questi ottant’anni, la locomotiva sia sprofondata alcuni metri sotto il letto del fiume Oglio, come sembrano mostrare i rilievi compiuti. Per il momento le ricerche della locomotiva – che a questo punto non interferisce con la costruzione della pila 2 centrale – sono sospese e i lavori di realizzazione del ponte procedono.


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